Via il CEO dell’EA, il futuro nel free-to-play?

Il fallimento di SImCity, legato principalmente alla connessione ad internet richiesta per giocare è solo uno dei motivi per cui il CEO dell’Electronic Arts, John Riccitiello, ha deciso di dare le dimissioni. Negli ultimi anni l’azienda ha collezionato più fallimenti (qualcuno ha parlato di Star Wars: The old republic?) e una domanda sorge spontanea: qual è la differenza principale tra la strategia dell’EA e le altre aziende del settore?

simcity2013

BF3-premium (1)L’EA ha deciso di puntare sulla vendita di DLC o di contratti premium, ovvero contenuti aggiuntivi acquistabili dai possessori del gioco (pagato a prezzo pieno): nel giorno stesso dell’uscita un titolo come Mass Effect 3 aveva già disponibile con 10€ oltre al prezzo del gioco un pack con un personaggio aggiuntivo, mentre per Battlefield 3 esistono ormai 5 espansioni ed un servizio premium, con cui è possibile tra le altre cose saltare le code di attesa per l’ingresso nei server.                           – “VIPs will still go first”.

Molte sono le alternative possibili ma una strategia in particolare sta avendo fortuna tra le altre grandi case: il free-to-play, in sostanza rilasciare il gioco come download gratuito. Questa strategia nasce e diventa popolare con i primi MMO (multigiocatore online di massa) prodotti da piccole case indipendenti ed ha iniziato ad essere sfruttata anche dai big solo di recente per combattere la crescente pirateria.
Ma come guadagnano? La casa produttrice guadagna tramite microtransazioni (vendite all’interno del gioco stesso per ottenere bonus o oggetti vari) oppure tramite pubblicità all’interno del gioco stesso.

La stessa EA dopo il fallimento di Star Wars: the old republic, il multigiocatore di massa basato sull’universo di Star Wars ha deciso trasformarlo in un titolo Free-to-play, ma con scarso successo, perché? Il problema principale che si genera  con questa strategia è quello della disparità tra gli utenti free e quelli premium, il che scoraggia molto presto molti giocatori non disposti a pagare ma esiste una soluzione: alcune case (Valve, Turbine, Sony Online)  guadagnano vendendo oggetti che non assicurano un vantaggio sull’avversario ad esempio nel caso di League of Legends gli oggetti venduti sono puramente estetici ed in ogni caso raggiungibili gratuitamente semplicemente giocando oppure, come in The Lord of the rings online un account free-to-play ha comunque accesso alla maggior parte dei contenuti offerti al giocatore.

Lord of the rings online: trailer

La formula del Free-to-play può essere utilizzata con successo sia dalle case indipendenti che dalle grandi produzioni: cosa aspetta l’Electronic Arts?

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